Scarmagno é un comune italiano di circa 800 abitanti della provincia metropolitana di Torino.
I primi documenti ufficiali che nominano Scarmagno risalgono all’anno 1024 d.c. quando alcuni beni del “Signore Gaseuerti” vengono confiscati da parte dell’imperatore “Enrico II”. Proprio intorno all’anno 1000 vengono edificate la Chiesa di San Giacomo e la Cappella di Sant’Eusebio tuttora visitabili.
Attestazioni più antiche però riportano che Scarmagno era sorto come posizione strategica per accampamenti militari e per gli insediamenti agricoli della centuria romana. Il nome stesso Scarmagnum è la fusione di due lingue ovvero il celtico schar (paese) ed il latino magnum (grande) anche se in alcuni documenti si associa il nome di Scarmagno alla composizione delle parole Scarmnum magnum (sgabello grande) che descrive bene la morfologia del territorio su cui si estende (cordoni collinari dell’Anfiteatro Morenico Destro).
Nel XIV secolo anche Scarmagno è coinvolto nella “guerra dei Tuchini”, anni in cui il castello ed il paese vengono distrutti da bande armate dunque nel 1391 viene ricostruita una fortezza dal Conte di Savoia mentre solamente nel 1500 viene ricostruita la Parrocchia.
Nel XVII secolo Scarmagno viene colpito duramente dalla peste ed i morti vengono seppelliti intorno alla cappella di Sant’Eusebio sita nella frazione Masero.
La posizione e l’esposizione favorevole al sole mattutino fanno sorgere nelle colline scarmagnesi vigneti per rinfocillare le confraternite locali fino al XVIII secolo quando soldati francesi saccheggiano il paese causando gravi danni alle case, alla popolazione ed alla chiesa di San Michele ricostruita poi a metà del 1800.
Anche Scarmagno piange i suoi eroi caduti nella grande guerra ed in ricordo di essi è stato eretto un monumento nel cimitero del capoluogo.
Scarmagno torna alla ribalta negl’anni ’50 quando la fiorente Società Olivetti decide di espandersi andando a costruire un nuovo grande ed avvieneristico stabilimento nella piana tra Scarmagno e Romano di quasi un milione di metri quadri.
Il primo edificio dello stabilimento, denominato “A”, viene concluso nel 1962 e proprio in questi anni viene inaugurata l’autostrada Torino-Aosta con l’apertura del casello in prossimità della fabbrica.
Negli anni avvenire vengono costruiti nuovi edifici ed oltre 6 mila sono i lavoratori impiegati fino alla chiusura dell’azienda ad inzio degli anni ‘90.
Si può percepire la storia di Scarmagno visitando le chiese, l’epopea industriale dello stabilimento Olivetti ma anche ammirando i “casot” nelle vigne e passeggiando tra i massi erratici ovvero grossi massi trasportati dalle montagne fino a qui grazie all’avanzare dei ghiacciai durante il periodo pleistocenico.
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