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Il campanile di Scarmagno venne eretto a fianco della Chiesa di San Michele Arcangelo nel 1864.

 

L’opera del nuovo campanile venne presentata in Comune a Scarmagno dall’architetto Giovanni Gajo nel 1860. I lavori vennero condotti dall’architetto Filippo Gajo a partire dal 1862 e completati nel 1864. Dagli archivi si evince che il costo dell’opera si possa stimare in Lire 5400 finanziati dal Comune con mutui stipulati con i comuni limitrofi e la curia.

 

Il Campanile è alto 33 metri, presenta un orologio su ognuno dei 4 lati ed una meridiana visibile dalla piazza.

 

Il colore giallo delle pareti richiama uno dei due colori simbolo di Scarmagno ovvero il giallo e il blu.

Nel consiglio comunale del 21 settembre 2020 venne conferita la Cittadinanza Onoraria al Milite Ignoto Medaglia d’Oro al Valore Militare. Nel centro del Cimitero di Scarmagno si eregge una lapide inaugurata il 7 novembre del 2021 in onore del centenario del Milite Ignoto.

Nel centro del Cimitero di Scarmagno si eregge un monumento in ricordo dei concittadini caduti nelle guerre del XX secolo.

 

Sul monumento vi sono i nomi degli Scarmagnesi che sono caduti per difendere la libertà del nostro paese.

Nel consiglio comunale del 21 settembre 2020 venne conferita la Cittadinanza Onoraria al Milite Ignoto Medaglia d’Oro al Valore Militare. All’ingresso del Cimitero della frazione Bessolo di Scarmagno si eregge una lapide inaugurata il 7 novembre del 2021 in onore del centenario del Milite Ignoto.

All’ingresso del Cimitero della frazione Bessolo di Scarmagno si eregge un monumento in ricordo dei concittadini caduti nelle guerre del XX secolo.

 

Sul monumento vi sono i nomi degli Scarmagnesi che sono caduti per difendere la libertá del nostro paese.

Progettato dall’Architetto Carlo Augusto Martelli di Strambino, intorno al 1820 viene realizzato il lavatoio in località Gurgo. Una struttura architettonica, simbolo del lavoro femminile e della cultura di un’intera comunità.

Nell’ampio salone delle celebrazioni, un affresco raffigura l’antica torre del castello antecedente al 5 maggio 1890, quando un fulmine la colpì lasciandone una grande cicatrice ancora oggi visibile.

Il suo nome non lascia dubbi sull’origine romana del comune: pare infatti, che esistesse “un castello ben fortificato, fondato da un cavaliere romano all’epoca stessa in cui fu gettato sulla Dora il ponte d’Ivrea”. Pietro di San Martino nel 1386 aveva giurisdizione sul castello, il borgo e gli uomini di Romano I Valperga, nemici giurati già dal 1379, avevano mosso guerra a Romano devastandolo, assediando e distruggendo il castello.

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