Nel Municipio di Perosa, nel locale cantinato a volta con mattoni a vista, c’è un piccolo Museo con reperti di cultura materiale e varia, creato con sapienza da Luciano Gibelli. Si presenta un quadro di sintesi sugli argomenti trattati, con reperti esposti a partire dal 1997.
30 calchi di incisioni rupestri alpine, dalla Val Meraviglie al Canavese:
A Perosa, a lato dell’antico Ayrale, oggi Piazza Airale, si staglia nel cielo un imponente albero; si tratta di un Cedro del Libano (Cedrus Atlantica), genere di piante delle Pinacee (Cedrus), bellissima Conifera sempreverde con tronco di colore bruno-grigio, di tendenza cilindrico.
Questo albero è stato introdotto dal Nord Africa e Medio Oriente nei paesi europei a metà del XIX secolo. Si ritiene che questo albero sia stato piantato alla memoria del Generale Ettore Perrone di San Martino, caduto a Novara nel marzo 1849 al comando della III Divisione dell’Esercito Piemontese contro gli Austriaci. Il corpo del Generale venne sepolto con grandi onori nella cripta della Cattedrale di Ivrea.
Con un’idea forse romantica ci piace immaginare che questo magnifico albero sia divenuto nel tempo il monumento simbolo del Generale caduto per la nostra Italia.
Anche a Mercenasco esisteva un ricetto medioevale che si trovava nella parte alta del paese, insieme al Castello ed alla chiesa principale.
Vi si rifugiavano gli abitanti del borgo e vi si accedeva attraverso tre porte che potevano essere chiuse. Due di queste erano all’inizio ed alla fine della strada che lo percorreva ed il cui percorso era quello attualmente occupato da via Giovanni XXIII. Il terzo accesso era coincidente con l’attuale via Monte Asolone, una scalinata che conduceva direttamente nella zona fortificata.
Uno degli ingressi, quello a nord, era protetto da una costruzione che nel tempo fu trasformata e per molti anni adibita a Palazzo Comunale e sulla cui facciata spicca tuttora lo stemma del paese.