
Secondo la tradizione il Castello di San Martino viene fondato intorno all’anno mille dal Marchese di Ivrea Ardui no. La posizione strategica del sito, a controllo del territorio , rende la tradizione credibi le; non abbiamo però ·documenti sul Castello prima del 1223 (Bolla del papa Onorio III che il 17 luglio 1223 elenca le dipendenze della Ch iesa eporediese, tra cui il Castello di San Martino). Verso la fine del XII secolo Painus , conte di San Martino, possede va l’ajrale in curte Moyrani (che apparteneva alla Chiesa di Santa Maria di Yporegia ). Nel XIII secolo i conti San Martino sono vassalli del Vescovo di Ivrea per il feudo di San Martino, relativo ai territori e agli insediamenti di San Martino, Vialfrè, Moyrano , Perosa e parte di Scarmagno. A partire almeno dal XII secolo è attivo il borgo di San Martino (documento del 1263), la curtis Moyrani (1207), l’insediamento di Petrosa (1250) e la uilla Moyrani Perusa (1287). La storia di questi insediamenti umani, posti sotto il potere di un unico feudatario e su una via di comunicazione importante che da Yporegia (Ivrea) portava a Taurinis (Torino), si sviluppa in modo analogo. Nel XIV secolo, a seguito delle guerre nel Canavese tra famiglie di Guelfi e di Ghibellini, l’insediamento di Moirano viene distrutto; la stessa sorte tocca al Castello di San Martino (1364) ad opera del Marchese di Monferrato. Il Castello viene in breve tempo ricostruito, mentre gli abitanti sopravvissuti di Moirano si insediano nella villa di Petrosa. In questo arco di tempo sono costruiti il Ricetto e la Torre-porta di Perosa. Il Ricetto accoglie gli abitanti del contado nel caso di invasioni ostili; la Torre-porta serve per contro!!are il territorio sottostante e difendere l ‘accesso alla via petrosa che sale al Castello di San Martino. A seguito del e guerre del Cinquecento tra Francia e Spagna per il controllo del Piemonte, la fortezza dei conti di San Martino viene contesa negli anni tra i contendenti; infine, nel 1552, gli Spagnoli con artiglierie espugnano il Castello e lo d i struggono. Anche il Ricette di Perosa subirà gravi danni mentre la Torre-porta si salverà. L’appartenenza del sito sede del Castello è variata nel tempo tra i Comuni di Perosa e di San Martino; la relativa indagine è resa difficile dalla distruzione dell’archivio comunale di Perosa a seguito dell’invasione francese del maggio 1800. Il territorio dove giacciono i ruderi del castello dei Conti di San Martino, secondo dati catastali, ora fa parte del Comune di Perosa. Presentiamo ora una nota sulla consistenza della Torre-porta redatta nel 1997 dall’architetto Luciano Re.. La Torre-porta è costituita da un nucleo , originario fortificato parallelepipedo comprendente verso l’esterno a Sud (prospetto anteriore) l’unico fornice di ingresso ad arco a sesto acuto sovrastato dalle. sedi dei bolzoni del ponte levatoio, retrostante al quale vi era un vano voltato aperto a monte (Nord) con un arco ogivale e diviso da un soppalco in legno, accessibile con scala a pioli, di servizio al ponte levatoio e di accesso al ripiano superiore fortificato con merli ghibellini, presenti solamente nel prospetto esterno e sui lati. Sono conservati la robusta volta ogivale a botte con soprastante pavimentazione del ripiano della merlatura in cocciopesto. In epoca successiva all’espugnazione del Castello di San Marti no e quindi alla perdita della funzione militare della torre, la torre venne soprelevata di un piano, in muratura laterizia e mista di ciottoli, per ricavare un secondo ripiano con solaio in legno, per collocarvi le campane civiche, supportate da un castello in legno. Mentre gli intermedi di prospetto furono trasformati in finestre con voltini ribassati in mattoni, quelli dei due lati vennero tamponati. Alle stesse circostanze si può attribuire la chiusura in muratura mista dell ‘arco a sesto acuto e del varco d’accesso al piano merlato nella fronte interna. La torre venne quindi conclusa la copertura a carpenteria lignea. Ulteriori trasformazioni vennero apportate con lo sfondamento della volta a botte ogivale per il passaggio dei contrappesi in pietra dell’orologio meccanico collocato sul livello della merlatura e rivolto verso l’abitato sul lato Est; inoltre in epoca recente il soppalco in legno inferiore è stato ribassato di livello e sostituito da un solaio in putrelle e laterizi. Gli esterni della costruzione sono attualmente in muratura a vista con lacerti più o meno estesi di antichi intonaci (anch’essi databili ali ‘epoca della conversione della torre ad uso civico). L’apparato decorativo comprende una fascia a dentelli e merletto in mattoni a coronamento della porta e al di sotto della merlatura le tracce dello stemma dei San Martino ad affresco (già pressoché perduto nel secolo scorso e forse sovrastante una meridiana, di cui resta l’infissione dello gnomone), una mensola in cotto sullo spigolo interno Nord-Est, di presumibile sostegno di una statua votiva, il quadrante a intonaco dipinto e le sfere dell’orologio, rinnovato nelle sue parti meccaniche congetturalmente alla fine del secolo scorso. Le murature, prevalentemente in mattoni nelle parti medievali, presenta no estesi inserti di murature listate di ciottoli, e vi sono ancora aperte le buche pontaie. Sono presenti diverse catene traversati in ferro battuto con capichiave originali a paletto, a contrasto della spinta della volta ogivale, a contenimento degli orizzontamenti e a compattazione della canna muraria , il cui punto debole è evidentemente costituito dalla parete laterale Est, elevata in continuità col muro del recinto fortificato sull’alto del terrapieno (il lato Ovest è invece integrato nel la testata dell’adiacente fabbricato dell’Asilo).