distretto diffuso piccolo anfiteatro morenico canavese

Palazzo Comunale Strambino

La prima ala

La manica più antica risulta essere quella che, con andamento nord-sud, delimita la piazza odierna sul versante occidentale.

Il progetto per la sua realizzazione venne redatto dall’Arch. Francesco Martelli nel Luglio del 1820 : non si trattò di una nuova costruzione, bensì di ampliamento e riattazione di alcuni fabbricati preesistenti, acquistati dal Comune per essere compresi nella definizione della nuova casa comunale. Giunto al completo compimento intorno al 1825 circa, questo corpo di fabbrica fu sottoposto ad un secondo momento di riplasmazione circa vent’anni dopo, quando venne affiancato e collegato ad esso il secondo braccio del palazzo comunale. In particolare nel 1845 venne rifatto il tetto con travi in rovere, venne realizzato il portico ed il balcone in pietra al piano nobile.

Anche l’interno subì alcune modifiche: nel 1846 vennero realizzati i dipinti chiaro-scuri sulla volta della Sala Consigliare.

 

La seconda ala

Progettato dall’Ing. Melchioni e sotto la direzione lavori dell’Arch. Carlo Augusto Martelli, il secondo braccio venne realizzato per mano dell’impresario Bonino Giuseppe fra il 1845 e il 1847.

Esso si eleva a quattro livelli fuori terra, oltre ad un piano interrato, collegati da settanta gradini in pietra di uno scalone d’angolo, inserito in corrispondenza del punto d’intersezione fra quest’ala e quella preesistente, come elemento di comunicazione fra le stesse.

 

Il campanile

Già previsto nel progetto del 20 Maggio 1845, esso venne in realtà costruito in due fasi successive: durante i lavori di riattamento del vecchio braccio, contemporanei alla realizzazione dell’ala nuova, esso venne eretto fino all’altezza del tetto; in seguito all’”appalto per ultimazione lavori” presentato nel 1862, il campanile venne alzato per ulteriori 24,50 metri oltre il livello del cornicione.

Al suo interno venne fatta proseguire la scala a chiocciola già esistente e per essa fu previsto il rifornimento di lastre di pietra da taglio dalle cave di Pont, Cuorgnè, Bard o Carema, in quanto di dura qualità e barre in ferro per la realizzazione della ringhiera, dalle fonderie di Aosta.

In sommità fu realizzato un cupolino coperto con lamine in rame. A seguito della demolizione della torre comunale annessa alla Chiesa parrocchiale nel 1865, le campane vennero trasferite al nuovo campanile del palazzo comunale. Contemporaneamente venne installato sulla copertura un parafulmine ed inseriti sulle facciate del campanile tre quadranti orari con cifre romane eseguite ad olio. Il tutto per un ammontare di £ 21.740.

 

La meridiana

L’orologio solare dipinto sulla facciata meridionale dell’ala nuova del palazzo comunale è stato indicato come uno dei complessi gnomonici più grandi fra quelli adottati in Piemonte nel XIX secolo.

Esso risulta costituito da tre quadranti, risalenti ad epoche diverse:

– l’orologio centrale, coevo all’edificazione del nuovo braccio, in cui appare la sovrapposizione delle linee orarie italiche e di quelle babilonesi. Le prime, in uso fino alla metà dell’800 misuravano il tempo facendo coincidere lo zero del nuovo giorno con il tramonto; le altre simmetriche alle precedenti, indicavano le ore a cominciare dal sorgere del Sole.

– gli orologi laterali, o ‘lemniscate’, coevi probabilmente alla sopraelevazione del campanile comunale, in quanto utilizzate per regolare gli orologi meccanici. La lemniscata sinistra è valida da gennaio a giugno, quella di destra da luglio a dicembre.

 

La Sala Consigliare

Collocata al piano nobile dell’ala nuova del palazzo comunale, essa si distingue per la ricchezza delle decorazioni ed il pregio degli elementi che la compongono.

Nel maggio del 1845 vennero redatti due disegni per le opere di decorazione della gran sala: di estremo interesse la volta a padiglione dipinta a tempera, raffigurante scene mitologiche all’interno di nove medaglioni delimitati da quadrature a finto stucco, realizzate dal pittore Domenico Cattaneo per una spesa di £ 1.500. In particolare nel riquadro centrale è rappresentato Giove incoronato dalle Grazie.

Nel 1847 venne ultimato il palchetto realizzato in noce e ciliegio alternati a formare motivi geometrici a losanghe, secondo le prescrizioni riportate sul disegno del 16 agosto 1845.
In ultimo furono realizzati gli ornati della gran sala, fra cui la ringhiera in ferro della balconata interna, dipinta con vernice di Francia e arricchita con decorazioni in ghisa colorate a finto bronzo.

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