
La prima cappella di San Grato risale al 1606, quando ancora Carrone dipendeva dalla pievania di Candia. Promossa a parrocchia nel 1663, fu arricchita con nuovi arredi sacri, prima della sua ricostruzione, avviata nel 1752 e conclusa il 22 agosto 1764 con la benedizione di don Lorenzo Costanza. La chiesa presenta una pianta cruciforme con abside semicircolare e due cappelle laterali. La prima, a destra, è dedicata alla Vergine del Rosario; l’altra, a sinistra, a Sant’Antonio Abate. Sulla stessa parete, ad angolo, sopra il confessionale si trova il pulpito, intagliato nel 1775. Il presbiterio, chiuso verso la navata da una balaustra marmorea curvilinea, ospita al centro, sotto il baldacchino, un pregevole altare in marmi policromi realizzato da Simone Catella tra il 1776 e il 1782. L’ancora, collocata nel 1771, nella cornice intagliata dallo scultore Baldassarre Argentieri, raffigura la Vergine del Rosario ed è opera del pittore Garino di Caluso. Lo stesso Argentieri è autore del portone principale, eseguito nel 1774. Nel secolo successivo, la chiesa fu decorata e arricchita di pitture ad opera di Alberto Artias di Ivrea, mentre tra il 1860 ed il 1863 lo scultore Luigi Tribaldino realizzò i troni delle statue della Beata Vergine del Rosario e di San Grato, portate ancora oggi in processione. In occasione del terzo centenario della parrocchia e del secondo centenario di costruzione della chiesa, fu acquistato dalla ditta Pinchi di Foligno l’organo, benedetto il 10 febbraio 1963 da monsignor Albino Mensa.
