
Nel 1651 fu eretta una cappella intitolata a San Carlo per volere di un certo Pietro di San Martino. Si trattava di un edificio modesto, nel quale si celebrava messa in occasione di tutte le festività. La nascita dell’attuale parrocchia risale alla benemerita iniziativa di Giacinto Accotto, il quale, morendo il 26 febbraio 1798, lasciò in eredità i suoi molti averi alle tre figlie con la richiesta di erigere una cappella nella frazione natia quando fosse cessato l’usufrutto del terreno concesso al suo unico figlio maschio, prete. Dopo lunghe trattative, il 18 giugno 1823, la volontà di Accotto poté compiersi e fu costituita ufficialmente la parrocchia. Il suo primo titolare fu don Michelangelo Longo, già vice-parroco di Strambino, e dopo di lui don Giovanni Antonio Berolatti di Castellamonte. Da semplice cappella, la chiesa di San Carlo fu ampliata per renderla capace della crescente popolazione, specialmente nel 1839, anno in cui fu arricchita di un piccolo organo realizzato dai fratelli Serassi e di una pala dipinta da Stornone di Ivrea. Ciò grazie alla generosità di una popolazione quasi tutta dedita all’agricoltura, ma non mancante di personaggi distinti tra l’amministrazione di governo (all’epoca la frazione Crotte prestava tre consiglieri comunali), l’esercito e lo stato ecclesiastico, nonché di medici.